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Quando fai qualcosa fai anche qualcos'altro (VENDILO!)

davide cardile innova Jun 18, 2020

Tutti noi siamo impegnati in qualcosa, ma quando facciamo qualcosa facciamo anche qualcos’altro. Funziona così. Proprio come si dice che non possiamo non comunicare, non possiamo non fare (anche) qualcos'altro.

Jason Fried, CEO di Basecamp, scrisse di questo nel lontano 2009 e chiamò questo qualcos’altro “by-product”, che potremmo tradurre in sottoprodotti ma ancora meglio in avanzi. O forse, anche tutto ciò che mentalmente, più o meno coscientemente, etichettiamo alla voce “di poco conto” e dunque potremmo pensare anche al termine “spazzatura”.

Per spiegarsi Jason scrisse di come nel settore del legname le aziende scoprirono che potevano creare fonti di reddito vendendo la segatura che derivava dalla lavorazione dei propri prodotti principali.

Ad eccezione delle falegnamerie però questi avanzi non sono sempre così chiari e non è così chiaro il modo di monetizzarli.

L’idea in sé però, specie alla luce di questi tempi, di questa società che guarda continuamente all’efficienza, in cui tutti non hanno mai abbastanza tempo e risorse, mi pare semplice quanto potente.

Due motivi su tutti: abbiamo tutti qualcosa di straordinario da offrire e forse è più intelligente spenderci del tempo anziché scervellarsi per creare la prossima grande idea; chiunque ci sta intorno amerebbe qualcuno che lo aiuti a fare altrettanto.

1) Il (nuovo) business è già dentro di te

Parlando con così tante persone ogni giorno, mi sono ormai reso conto che il detto “l’erba del vicino è sempre la migliore” è estremamente vero. Ad eccezione di pochi, la maggioranza crede che il proprio mercato o il proprio lavoro non offra grande margine di innovazione. Che se c’è voglia o bisogno di fare nuovo business sia necessario sconfinare in mercati vicini o completamente diversi. Parrucchieri che si lanciano nel settore della ristorazione, ristoratori che si danno al self publishing, professionisti che accantonano la propria disciplina e decidono che è il trading la strada per fare il grande salto.

Il problema di questo modo di pensare e di fare è che ogni volta ci si avventura in mercati affollati, a volte veri e propri oceani rossi, in cui quasi sempre siamo l’ennesimo operatore in cerca di fortuna; senza nessun vantaggio.

La “teoria degli avanzi" ha invece il grande pregio di sfruttare un vantaggio già esistente.

UnitedHealth, una delle principali società di assicurazione sanitaria, ad esempio, ha creato un business miliardario, ricorrente, semplicemente riutilizzando le informazioni apprese da ogni form compilato. Si sono resi conto che sarebbe stato possibile rivendere queste informazioni alle case farmaceutiche e alle strutture sanitarie – che avrebbero visto come venivano utilizzati i prodotti e le tecnologie – e hanno dato vita a un colosso: OptumInsight.

Uno studio di design, Fairpixel, si è reso conto che molte delle sue proposte di logo venivano rifiutate dai clienti. Hanno dunque dato vita a Logodust, un progetto open source in cui è possibile scaricare e utilizzare liberamente loghi inutilizzati. Hanno ottenuto dal progetto una copertura mediatica esponenziale e nuovi clienti per il loro studio.

Quando Dustin Moskovitz e Justin Rosenstein stavano lavorando a Facebook, trovarono difficile collaborare efficacemente ai progetti a cui stavano lavorando. Quindi, decisero di costruire il proprio strumento per lavorare più facilmente con il proprio team. Qualche tempo dopo lo lanciarono in modo autonomo e oggi potresti averne sentito parlare: Asana.

In questi e tanti altri casi, il messaggio non è complicato: si tratta di sforzarsi e comprendere che quando facciamo qualcosa, facciamo anche qualcos’altro. E spesso ha valore.

2) Aiutare gli altri a valorizzare la propria spazzatura

La seconda riflessione è che se mentre leggi stai pensando che vorresti trovare anche tu “la tua spazzatura” da valorizzare e vendere, non sei affatto solo. Sei in buona compagnia: lo vogliamo tutti.

Un fantastico esempio è un progetto nato quasi per caso nel 2003. Era Natale, un giovane di nome Frédéric voleva tornare dalla sua famiglia, nella campagna francese, ma sui treni in partenza da Parigi non c’era più posto. Durante il tragitto in autostrada si accorse di un particolare: a bordo della maggior parte delle macchine c’era solo il conducente. Quanto spreco! Quanta spazzatura!
Da quella riflessione nacque BlaBlaCar che oggi mette in contatto conducenti con posti liberi in auto e le persone che viaggiano nella stessa direzione.

La promessa è semplice: valorizza ciò che stai facendo. Valorizza ciò che possiedi, non utilizzi e non valorizzi.

Esattamente come Together Price, che permette di condividere abbonamenti ai servizi streaming.
Esattamente come Uber, che permette di monetizzare un’auto.
Esattamente come Airbnb, che permette di monetizzare case sfitte e camere vuote.

Esattamente come amano fare le persone: monetizzando e valorizzando “la propria spazzatura”.

p.s. Questo pezzo è stato scritto proprio seguendo l’idea sin qui esposta. Sono idee rintracciate e venute fuori lavorando sulla costruzione della Masterclass di Beople “Hackerare i modelli di Business”. Quando fai qualcosa, fai anche qualcos'altro!

 

Davide Cardile è Thinking Partner e Content Strategist. Lavora da quasi dieci anni nel mondo della comunicazione e del marketing, supportando persone e organizzazioni a raccontare e raccontarsi in un mercato digitale. La sua missione è aiutare a creare storie “buone”, che si diffondano veloci e arrivino lontano. Sino alle persone. Puoi seguire Davide su LinkedIn o leggere i suoi altri articoli su questo blog.

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