Innovare è una scelta

Mar 09, 2022

“Dal 22 febbraio, ora più ora meno, Beople tace. È la diretta conseguenza di un momento difficile che stiamo vivendo a livello globale. Una scelta, tra il ponderato e l’obbligato, perché viene difficile, almeno per chi scrive, parlare di innovazione quando intorno a noi la priorità pare essere la sopravvivenza della specie.”

Le righe di sopra NON si riferiscono alla settimana scorsa, agli inizi di una guerra anacronistica, insensata, disumana. Si riferiscono a febbraio 2020 e all’avvento della pandemia. 

Scrivendo la mail che stai leggendo abbiamo avuto un inquietante senso di esserci già passati, il classico deja vu. Abbiamo controllato e non solo è vero ma per qualche strano scherzo del destino coincidono anche le date. Quasi. 

Anche in quel caso ci siamo sentiti spiazzati. Come tutti - chi si aspettava di vivere una pandemia? Ma anche come azienda, spaccati tra l’esigenza di andare avanti, “business as usual”, e il richiamo a guardarsi intorno, calarsi nel contesto, essere più vicini che performanti

In quell’occasione la nostra scelta fu il rispetto del silenzio, almeno per un paio di giorni. E una serie di iniziative concrete per dare una mano, tra tutte la nascita di Beople Help: una chat di supporto per chi si trovava in difficoltà, costretto a dover ripensare completamente i propri Modelli di Business, ma anche e soprattutto prezzi calmierati, a volte accesso gratuito, alla nostra piattaforma di formazione e grazie alla competenza e disponibilità dei Business Designer della nostra Academy abbiamo offerto decine di consulenze gratuite.

In quei giorni però dedicammo molto tempo anche alle domande. Una su tutte: perché facciamo quello che facciamo?  

Che nel nostro caso si traduce in “perché innoviamo?”

La nostra risposta si articolò intorno a due parole: tatto e impatto

La domanda diventa dunque: perché innoviamo? Quale è il senso? Quale la strada da seguire?

L’impatto: l’innovazione non è fare cose nuove o inventare cose nuove ma far sì che queste producano un modo nuovo di fare, pensare e usare le cose.

Il che porta al secondo punto, il tatto. Se l’innovazione è da intendersi solo nel momento in cui qualcuno adotta una data soluzione (l’innovazione non riguarda cosa che fanno gli innovatori ma ciò che adottano le persone) è sempre bene ricordare che non stiamo parlando di prodotti e servizi ma di reinvenzione di processi sociali; l’impatto si attiene al comportamento delle persone.

Ecco allora che c’è bisogno di tatto. Il senso che permette il riconoscimento dei caratteri fisici di oggetti e superfici con i quali veniamo in contatto. Ma anche la capacità di “sentire” ciò che ci sta intorno e di CONNETTERCI come esseri umani con gli esseri umani.

Le innovazioni non sono buone o cattive. Sono innovazioni. Ma gli impatti possono invece essere buoni o cattivi.

Ancora Febbraio, “ancora” guerra.

Avanti veloce di due anni. La pandemia sembra stia scemando o almeno così sembra a guardare grafici e l’orientamento generale dei governi in tutto il mondo. Però ci siamo svegliati in guerra. 

Una guerra che, al pari della pandemia, nessuno di noi si aspettava di dover vivere. Una guerra potenzialmente mondiale, ma che già oggi vede migliaia di vittime e migliaia di vite, di sacrifici, di progetti, spazzati via. Oltre a questo c’è e ci sarà ovviamente anche un impatto economico che forse oggi non cogliamo pienamente ma sarà di sicuro forte e diffuso. 

Come due anni fa, ci troviamo tristi, delusi, spaventati, spiazzati. 

E, come successo due anni fa, abbiamo deciso di stare un po’ in silenzio. Lo abbiamo fatto sospendendo la nostra comunicazione social e annullando il talk di venerdì scorso come vi abbiamo raccontato. 

Come due anni fa, anche oggi, tornano le domande. Che si fa? Si va avanti come sempre? 

E, soprattutto, “perché facciamo quello che facciamo?”

“Perché innoviamo?”

Le risposte non sono così diverse da quelle di inizio pandemia, ma c’è anche qualcosa in più. Di più forte. 

C’è l’urgenza. 

Non è emergenza, è urgenza

In questi due anni abbiamo insistito molto su questo punto: smetterla di pensare alle emergenze e progettare, innovare, includendo l’incertezza che ormai caratterizza le nostre vite e i nostri sistemi. 

Ma lo stesso, come Beople, sentiamo di dover fare anche noi. 

Non possiamo più considerare un evento - che sia un virus, un'alluvione, una guerra - una emergenza. 

È urgente ripensare ciò che facciamo e il significato che vogliamo dare all’Innovazione. 

L’innovazione è una scelta

Se ogni innovazione ha un impatto - neutro, positivo, negativo - bisogna dunque iniziare a pensare l’innovazione non tanto come miglioramento di qualcosa di esistente ma come la volontà, fosse anche solo il tentativo, di creare qualcosa di “nuovo”, creare il nuovo. 

In maniera più chiara: l’innovazione è la scelta di come vuoi risolvere i problemi di oggi e creare il mondo di domani. 

È una scelta. 

Tra breve e lungo termine. 

Perché spesso l’innovazione ha troppa fretta ma non si prende il giusto tempo per ponderare gli impatti sul lungo termine. 

L’economia lineare, con le sue logiche - sfrutta e getta - ne è un chiaro esempio. 

È una scelta. 

Tra crescita e progresso. 

Per anni, per secoli, ci siamo fatti guidare da indicatori economici. Dal Pil. Dai ricavi. 

Ma che dire del benessere delle persone e del nostro pianeta? 

È una scelta. 

Tra possibile, desiderabile e buono. 

C’è troppa attenzione a ciò che, spesso abilitati da nuove tecnologie, possiamo fare. E troppa attenzione su ciò che il mercato potrebbe apprezzare, cioè alcune persone potrebbero voler acquistare. 

Ma bisogna andare oltre. È davvero ciò che serve al mondo?

È una scelta. 

Di chi vuoi servire. 

Non tanto inteso in termini di segmenti di clientela ma in termini di aderenza di missioni e di valori. 

Se un modello di business descrive la logica in base alla quale un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore, l’innovazione è LA SCELTA in base alla quale un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore. 

La nostra scelta è cambiare il mondo con il Business Design e i Business Designer. Anche un piccolo pezzettino di mondo. 

E la nostra scelta è dare seguito alle parole, con i fatti. 

- Impegnarci ancora di più in progetti socialmente rilevanti. Come abbiamo fatto in questi anni con i progetti di sviluppo sul territorio italiano, con le Organizzazioni di Categoria, le Camere di Commercio e gli Enti Non Profit, o nel mondo come in Sud America. 

- Contribuire a un mondo del lavoro davvero umano, come stiamo cercando di fare con After supportando le imprese ad essere vicine nei momenti della malattia e del lutto.

- Contribuire alla diffusione dell’Economia Circolare (che non riguarda solo il pianeta ma anche e soprattutto le persone che lo abitano), portando ad un altro livello l’innovazione dei Modelli di Business. 

- Raccontare, in ogni nostra comunicazione e contenuto, non tanto l’innovazione ma la Buona Innovazione. 

- Creare una vera community di Business Designer guidati dallo scopo prima che dalle competenze. 

- Rendere ancora più accessibile la nostra Academy e i nostri Sprint, lavorando proprio in questi giorni a un fondo per essere vicini e di aiuto, anche economicamente, a chi più ne ha bisogno. 

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