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Il 7 Giugno a Milano: una giornata per raccontare l’utilizzo del Business Model Canvas in Italia e ragionare sul futuro dei Business Designer.

In un mondo sempre più complesso, ogni strumento utile a semplificare diventa prezioso. Anche per questo negli ultimi anni si fa sempre più ricorso a tool e idee che scompongono modelli di business e che li rendano immediatamente visibili e comprensibili. L’esempio migliore in questo campo è senz’altro il Business Model Canvas.

Nei piani del suo ideatore, Alexander Osterwalder, ciò che serviva era avere uno strumento, standardizzato, per descrivere e progettare qualsiasi modello di business e un approccio completamente nuovo. Con le parole di Alexander, quello che serviva era che imprenditori e consulenti iniziassero a progettare modelli di business proprio come fanno gli architetti nel costruire edifici o per il design industriale.

A distanza di anni il sogno di Alexander è ancora vivo e forse pronto a vivere il momento di massimo splendore ma ci sono alcuni rischi che, come succede quando si parla di strumenti, sono sempre dietro l’angolo.
Il primo e il più grande rischio è concentrarsi sullo strumento e dimenticarsi tutto il resto, dimenticare il business, dimenticare il mercato, dimenticare quell’approccio progettuale simile agli architetti che costruiscono edifici.

L’altro rischio è creare una separazione tra carta e realtà, sviluppare “fantastici progetti” con post it e pennarelli, creare splendide “tele”, e accorgersi all’atto pratico, sul mercato, di aver preso un vero e proprio abbaglio. Ne parla spesso proprio Osterwalder: “A volte, siamo così sicuri di sapere cosa vogliono i clienti, che non pensiamo di dover testare le nostre idee. In effetti, più intelligenti e più esperti siamo, più è probabile che crediamo di avere ragione. Più ci affidiamo alla nostra opinione, maggiore è il rischio che potremmo essere allucinati. Solo testando e scoprendo il cliente scopriamo la realtà del cliente.”

Terzo e ulteriore rischio potrebbe essere quello di rimanere semplicemente bloccati: comprendere le grandi potenzialità del business model canvas ma non sapere come proseguire.

In Beople, dopo anni di lavoro sul campo, formazione e confronto con gli addetti ai lavori, conosciamo bene questi rischi e lavoriamo ogni giorno per cercare di trovare soluzioni valide e replicabili.
Il primo modo in cui pensiamo di poterlo fare, in linea con i principi del Business Design, è partire proprio dalle Persone.

Qualche mese fa ci siamo dunque chiesti: “Come viene usato il Business Model Canvas in Italia? Quali sono i problemi e quali le opportunità?”

Per quanto “esperti” non volevamo cadere nel tranello e rimanere allucinati dalle nostre idee. La survey ha chiarito e confermato alcune ipotesi:

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