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Seduta al tavolino di una caffetteria, una ragazza chatta coi suoi cugini che vivono negli Stati Uniti. Muove veloce le dita sulla tastiera dello smartphone, mentre dietro di lei passano vecchie macchine che sembrano rimaste lì dagli anni Ottanta. In lontananza le ciminiere di un enorme complesso industriale sono ormai spente, eppure un traffico di ragazzi armati di pc portatili nei loro zaini si dirige proprio in quella direzione.

Può sembrare un racconto visionario, ma è ciò che può capitare di vedere in una normale mattina a Vanadzor, in Armenia: un luogo pieno di quelle che a prima vista possono sembrare incongruenze, ma che sono semplicemente frutto della storia recente di questa interessante città.

L’Armenia è oggi un piccolo paese, poco più esteso della Sicilia, che conta meno di tre milioni di abitanti. Nel mondo, però, ci sono quasi altri dieci milioni di armeni, emigrati in Russia e negli Stati Uniti, ma anche in Medio Oriente e in Europa. Oggi a spingere gli armeni a lasciare la terra d’origine è soprattutto la situazione economica del paese: fin dall’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991 e il blocco economico imposto dall’Azerbaigian il settore industriale ha visto un declino che ha causato la chiusura di diversi stabilimenti nel paese.

Portare nuovi strumenti per gli imprenditori

Proprio intorno a uno di questi centri produttivi legato all’industria chimica è cresciuta Vanadzor, la terza città armena. Qui i fantasmi degli stabilimenti troneggiano nel centro della città, attorniati da una vita economica e tecnologica che procede inesorabilmente: le risorse umane armene, fortemente apprezzate per formazione e competenze, hanno attirato diverse società russe e statunitensi soprattutto in ambito informatico, ma l’economia locale non ha ancora trovato un equilibrio tra microimprenditoria, vecchia industria e nuove possibilità legate al terziario evoluto.

business_design_Armenia_citazione Valeria Cibrario Imprenditori

È verso paesi come questi che si rivolge l’operato del CISP, il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli: nel caso dell’Armenia i programmi sono volti principalmente allo sviluppo imprenditoriale, con l’intento di fornire ai giovani del luogo gli strumenti e la possibilità di rimanere in patria e sviluppare iniziative imprenditoriali che portino progresso, occupazione e sviluppo economico locale.

In questo progetto sono affiancati da Confartigianato Vicenza, un ente con cui abbiamo collaborato in passato e che ben conosce l’importanza del creare valore per il proprio territorio facendo rete, sostenendo la microimprenditorialità e importando strumenti e competenze.

workshop_business_design_armenia Imprenditori

Il nostro impegno nel progetto

La prima missione svolta da CISP insieme a Confartigianato Vicenza in Armenia nel giugno 2015 ha avuto come fine aiutare gli attori locali nella strutturazione di centri servizi che potessero sostenere l’imprenditoria locale: con oltre un milione di abitanti la capitale Erevan ha accentrato nel tempo opportunità e servizi, aumentando il divario già esistente con le altre città.

Dopo il successo di questa prima missione, la richiesta è stata quella di condividere best practice e strumenti che potessero stimolare i giovani imprenditori o aspiranti tali nel progettare i propri modelli di business locali.

Abbiamo già collaborato con Confartigianato Vicenza in passato proprio per portare alle PMI associate il metodo e gli strumenti del Business Design, e siamo stati ancora più entusiasti di progettare insieme questa nuova esperienza.

Insieme a CISP e Confartigianato Vicenza abbiamo analizzato il nostro target, le sue aspettative e i suoi Job To be Done e, in base a quanto emerso, abbiamo progettato due giornate di workshop.

Le due giornate di workshop

I workshop si sono svolti presso un centro di raccordo tra Università, startup e trasferimento tecnologico creato attraverso la ristrutturazione di uno stabilimento industriale ormai in disuso.

Abbiamo deciso di incentrare la prima giornata sul Business Model Canvas: per i partecipanti, infatti, era di primaria importanza comprendere che alla base di qualunque realtà imprenditoriale c’è un modello di business e che questo deve essere studiato e validato in modo snello ed economico. Il nostro scopo era dare ai partecipanti consapevolezza di questo e renderli in grado di elaborare, discutere e validare i propri modelli di business per avere successo nel mercato locale.

workshop_business_design_armenia_modelli_business_canvas_beople Imprenditori

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Per la seconda giornata, invece, abbiamo ritenuto opportuno coinvolgere BigName: era importante, infatti, trasmettere ai partecipanti anche le logiche e gli strumenti di promozione personale necessari per raggiungere in modo efficace il proprio target di riferimento una volta avviata o ristrutturata un’attività. Luigi Centenaro, CEO di Bigname, ha accolto con entusiasmo la proposta e ha progettato una giornata di workshop sul Personal Branding Canvas, il metodo concreto per investire sulla propria immagine professionale che ha pubblicato in Italia poche settimane fa.

workshop_business_design_armenia_modelli_business_canvas_beople Imprenditori

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Abituati ad avere a che fare con CEO e manager di aziende italiane, è stata una sorpresa scoprire che tra i partecipanti non c’erano solo imprenditori, ma addirittura qualche giovane diplomando che già progettava la sua attività. Ci ha colpiti molto lo spirito imprenditoriale di questi ragazzi, che senza autocommiserarsi cercano con impegno di progettare opportunità che permettano loro di rimanere in patria.

I risultati

Quasi tutti i 50 iscritti, dopo aver preso parte alla prima giornata, hanno deciso di seguire anche la seconda.

Se all’inizio si sono mostrati stupiti e intimiditi dai nostri metodi, che prevedono azione, confronto e interattività anche nella formazione, ben presto si sono sciolti e hanno iniziato a lavorare con impegno: hanno compreso che era un’occasione per lavorare in modo concreto sulle proprie prospettive di vita e per sperimentare a rischio zero.

Secondo Valeria Cibrario di Confartigianato Vicenza, ciò che siamo riusciti a trasmettere tramite il nostro workshop non sono solo strumenti utili: si è trattato di strumenti coerenti e commisurati al contesto che queste persone si trovano ad affrontare. Oltre a questo, ciò che gli abbiamo trasmesso li ha aiutati ad avere rassicurazione sul fatto che hanno già in mano le competenze e gli strumenti per creare la propria vita nella propria città d’origine.

Le idee imprenditoriali spaziavano dalla creazione di una sartoria di abiti su misura alla progettazione di un servizio simile a Bla Bla Car: avere uno strumento per adattare questi modelli di business al proprio contesto e trovare il vero valore da offrire al proprio mercato rappresenta un valore proprio perché riutilizzabili all’infinito.

workshop_business_design_armenia_modelli_business_canvas_beople Imprenditori

Per Confartigianato Vicenza questa esperienza di workshop è stata una conferma non solo dell’utilità degli strumenti di Business Design per lo sviluppo locale, ma anche dell’adattabilità che hanno rispetto a vari contesti. E proprio dal confronto con questi contesti possono nascere nuove opportunità: il Distretto Vicentino, già punto di riferimento dell’export italiano da parte della microimpresa, si sta arricchendo di nuove aziende anche in ambito ICT che potrebbero trarre vantaggio dallo scambio e la collaborazione con realtà internazionali in forte crescita.

E per noi?

Per noi questa esperienza è stata la prova che il Business Design è un linguaggio universale, che può permettere davvero a tutti di acquisire strumenti, dare il proprio contributo e confrontarsi per un’innovazione costante e proficua.

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