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Ti hanno assegnato un nuovo ruolo manageriale in azienda o un nuovo team da gestire e da far crescere. Ti hanno dato degli obiettivi più o meno chiari e indicazioni imprecise sul modo con cui dovrai crescere e il tipo di persone che dovrai inserire nel team. Sai che molte delle good practice che hai sfruttato in passato non basteranno più: il futuro è tutto da inventare. Non hai ancora chiaro chi dovrà o potrà aiutarti e quali competenze serviranno e come delegare il più possibile per sviluppare una certa autonomia nelle persone. Sai che la prima cosa che dovrai fare è quella di acquisire consenso e visibilità sia all’interno dell’azienda o magari addirittura sui clienti finali.

Ebbene sei nelle stesse condizioni in cui si trova da sempre ogni startupper: hai un‘idea, uno scopo e molta motivazione, ma devi ancora trovare un modello di business che funzioni.

Quello che devi fare allora è comportarti come uno startupper e applicare il Business Design allo sviluppo della tua organizzazione.

Business Design e Organizational Design

Nella nostra esperienza abbiamo risolto con efficacia casi di creazione di nuovi team sia nelle PMI sia nelle corporate proprio applicando la medesima logica e i processi generalmente applicati all’innovazione dei modelli di business.

In queste situazioni applichiamo un nostro peculiare approccio all’Organizational Design, completamente basato sul Business Design: un punto di vista differente per potenziare la creazione e il trasferimento del valore all’interno delle organizzazioni.

Sempre più manager oggi maneggiano con efficacia gli strumenti del Business Design per creare nuovo valore per il mercato. Modelli come il Business Model Canvas o il Value Proposition Canvas vengono utilizzati sistematicamente in azienda per esplorare il mondo esterno e cogliere nuove opportunità di business.

Pochi sanno però che questi stessi strumenti, adattati e rielaborati, possono essere molto utili anche per esplorare il mondo interno all’impresa, ridisegnando i processi di funzionamento di un nuovo reparto o comprendendo come ogni risorsa generi valore per tutta l’azienda.

La centralità del valore nei Team

Per capire il nostro approccio all’Organizational Design occorre porsi due domande: perché un’organizzazione dovrebbe intraprendere un percorso di Organizational Design? E quali sono i benefici che ne trarrà?

Che si tratti di far partire nuovi team oppure di importare in nuovi reparti best practice di successo, la cosa più utile è comprendere:

I modi attraverso cui le risorse interne di un’azienda collaborano per creare valore.

Qual è la natura del valore creato, acquisito e distribuito.

Negli ultimi anni le aziende si stanno dotando di team sempre più specializzati, a cui vengono assegnati task sempre più mirati. Le risorse che li compongono hanno professionalità molto specifiche e questo li rende estremamente bravi nel loro lavoro. Ma a volte proprio questa specializzazione rende più difficile relazionarsi in modo proficuo con il resto dell’organizzazione. Realizzare gli obiettivi di business diventa così meno immediato.

L’obiettivo del Business Design è la coerenza

L’obiettivo di questo approccio all’Organizational Design consiste nel raggiungere una completa coerenza tra il Business Model di un’azienda e la sua organizzazione interna, in modo da sfruttare le risorse a disposizione al meglio sia a livello individuale, sia a livello di team. Ma come si fa a raggiungere questo obiettivo?

In un articolo sul Mission Canvas che abbiamo pubblicato qualche mese fa sul nostro blog BusinessModelCanvas.it, abbiamo già mostrato come analizzare i processi di creazione del valore anche al di là dei ricavi sia assolutamente possibile.


L’Organizational Design così inteso deve andare oltre: non solo i team, ma anche ogni singola risorsa deve avere una chiara e completa consapevolezza del suo ruolo, delle sue potenzialità, dei suoi rapporti con le altre risorse e delle azioni che intraprende per creare valore per l’organizzazione.


L’obiettivo è quello di dotare ogni persona di un business model personale (per saperne di più visita il sito PersonalBusinessModelCanvas.it) e renderla sempre più autonoma. In questo contesto si parla proprio di talent autonomy, che sarà peraltro l’argomento del prossimo libro di Tim Clark “Business Models for Teams” (2017, Random House) di cui siamo attivi contributor.

Personal Business Model Canvas design

Come affrontare lo sviluppo organizzativo con il business design

Con strumenti quali il Personal Business Model Canvas, il Mission Canvas e il Value Proposition Canvas è possibile mappare l’apporto che ogni singola persona e ogni team danno al processo di creazione del valore. In questo modo diventa più facile individuare eventuali punti critici (colli di bottiglia, difficoltà di collaborazione, problemi di comunicazione) ma anche le eventuali opportunità non ancora sfruttate.

Una volta individuato in modo preciso qual è il valore generato dai team e dalle risorse di cui sono composti, diventa possibile intraprendere un percorso di Personal Branding e di Team Branding al fine di massimizzare la percezione che si ha internamente all’azienda rispetto al valore apportato dalle persone e dai team.

Grazie a un processo di Organizational Design di questo tipo, diventa possibile:

Migliorare la consapevolezza interna: tutti hanno la percezione chiara e precisa del loro ruolo nel processo di produzione del valore. In questo modo diventa più facile anche percepire la gratificazione per i risultati.

Estrarre nuove informazioni per la misurazione dei risultati: sarà più semplice collaborare con la direzione HR e offrire input per disegnare progetti di carriera.

Creare allineamento tra le componenti del team e tra il team e l’azienda: tutte le risorse e i team sono consapevoli delle strategie e dei flussi di lavoro.

Stabilire un linguaggio condiviso: grazie alle mappe visuali diventa possibile diffondere fra le risorse un linguaggio condiviso, che rispetti le varie professionalità in gioco e che sia anche in grado di garantire una comunicazione efficace ed efficiente

Diffondere una visione e una missione del team condivisa: quando gli obiettivi sono stabiliti e chiari ogni membro di ogni team lavora singolarmente ma in vista di un obiettivo comune

Praticare la talent autonomy: le singole risorse sono più portate da un lato a “fare da sé” nel lavoro quotidiano e dall’altro a dare il loro contributo quando si tratta di trovare soluzioni alternative per risolvere problemi di natura straordinaria.

Come sempre accade nel Business Design, l’approccio migliore è sempre quello di testare i modelli realizzati grazie ai processi di mappatura per verificarne l’utilità e comprendere quali processi si rivelano realmente efficaci in un determinato contesto. E per concludere un ultimo consiglio: ricordate che ogni team, come ogni business model, ha sempre dei margini di miglioramento. È importante non accontentarsi mai dei risultati raggiunti ma reiterare periodicamente i processi di Organizational Design per migliorare e affrontare i cambiamenti.

Ti sei trovato in situazioni del genere? Hai provato ad applicare qualcuno di questi strumenti? Scrivici a info@beople.it e racconta la tua esperienza.

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